ORDINE AVVOCATI DI VALLO DELLA LUCANIA
  
Notizie e comunicati


21/10/2013

Segnalazioni 11/2013

Cass. Civ., SS.UU., sentenza n. 23218 del 14.10.2013: convocazione assemblea S.r.l. valida solo se l’avviso è stato spedito almeno otto giorni prima della riunione. Risolvendo una questione controversia, le Sezioni Unite della Cassazione hanno ritenuto valida la convocazione dell’assemblea della s.r.l. se l’avviso è stato spedito otto giorni prima della riunione. Si legge infatti nelle motivazioni della sentenza che, salvo che l’atto costitutivo della S.r.l. non contenga una disciplina diversa, deve presumersi che l’assemblea dei soci sia validamente costituita ogni qualvolta i relativi avvisi di convocazione siano stati spediti agli aventi diritto almeno otto giorni prima dell’adunanza.

Cass. Pen., sez. III, sentenza n. 42350 del 15.10.2013: nessun vincolo sui beni della società per l’illecito del manager. No al sequestro per equivalente dei beni della società per i reati fiscali commessi dall’amministratore. Neppure se si considera la misura cautelare stessa come istituto non sanzionatorio per applicarla anche a chi non ha commesso il reato.

La rivalutazione dell’assegno di mantenimento: Per preservare il potere d'acquisto dell'assegno di mantenimento, annualmente deve essere calcolala la rivalutazione in base all'aumento medio del costo della vita. La rivalutazione viene calcolata tenendo in considerazione l'indice FOI (Indici dei prezzi al consumo per Famiglie di Operai e Impiegati al netto dei tabacchi) che è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale periodicamente e nel sito dell'ISTAT alla pagina: http://www.istat.it/it/archivio/30440.

ItaliaOggi, articolo del 15.10.2013: triplicato il contributo per le cause: la marca da otto diventa da 25. Arriva un salasso per gli avvocati. La cosiddetta “marca da otto”, ossia l’importo forfettario di 8 euro che si versa, oltre al contributo unificato, all’atto di iscrizione al ruolo della causa, triplica e arriva a 25 euro per garantire l’assunzione dei nuovi magistrati vincitori di concorso. E arriva anche l’obolo per partecipare agli esami di avvocato e ai concorsi di notaio e magistrato. Per partecipare  all’esame di abilitazione all’esercizio della professione forense si dovranno versare 50 euro, mentre gli aspiranti cassazionisti dovranno pagarne 75.

TAR campania, sez. staccata di Salerno, sez. I, ordinanza n. 529 del 20.09.2013: esame avvocati, la Commissione ha l’obbligo di motivare il voto degli elaborati dei candidati. Con la nuova legge sull’ordinamento forense, sussiste per la Commissione l’obbligo di motivazione del voto degli elaborati dei candidati. La valutazione numerica, senza specificazioni, non è sufficiente. Il Tar Salerno ha stabilito che sussiste l’obbligo di motivazione, in forza dell’art. 46, comma 5, della nuova legge professionale n. 247 del 31.12.2012, a norma del quale “la Commissione annota le osservazioni positive o negative nei vari punti di ciascun elaborato, le quali costituiscono motivazione del voto che viene espresso con un numero pari alla somma dei voti espressi dai singoli componenti.

Cass. Pen., SS.UU., sentenza n. 40354 del 30.09.2013: occultare la merce rubata in borsa non è un’aggravante. Il mero occultamento, all'interno di una borsa o sulla persona, della merce sottratta dagli scaffali di un esercizio commerciale, nel quale si pratichi la vendita a self service, non configura la circostanza aggravante dell'uso di mezzo fraudolento, prevista, per il reato di furto, dall'art. 625, comma primo, n. 2, c.p.

Cass. Civ., sez. II, sentenza n. 22896 dell’8.10.2013: le spese di manutenzione delle terrazze devono dividersi tra i proprietari contermini. Le spese di manutenzione, riparazione e ricostruzione delle terrazze, anche a livello, equiparate ai lastrici solari, sono disciplinate dall'articolo 1126 c.c. che ne prevede la ripartizione in ragione di un terzo a carico del condomino che ne abbia l’uso esclusivo e di due terzi a carico dei proprietari dei piani o porzioni di piano sottostanti.

Cass. Civ., sez. Lavoro, sentenza n. 23530 del 16.10.2013: demansionamento e dequalificazione del dirigente: è legittimo il risarcimento del danno non patrimoniale. In caso di licenziamento del dirigente costretto dal datore all'inattività forzosa il risarcimento del danno non patrimoniale da demansionamento può ben essere liquidato in via equitativa con l'ammontare determinato dal giudice tenendo conto dell'esperienza e delle competenze lavorative accumulate in servizio dal dipendente dequalificato per un lungo periodo di tempo prima del recesso datoriale.

Cass. Civ., sez. II, sentenza n. 23342 del 15.10.2013: l’architetto che non rispetta la normativa urbanistica deve risarcire il danno al committente. E' dovere dell'architetto, ai fini dell'adempimento a regola d'arte, tener conto nella propria opera sia della conformità alle regole tecniche che della compatibilità con le regole giuridiche. Ciò poiché, in caso contrario, potrebbe essere compromessa la possibilità per il costruttore di ottenere i relativi titoli amministrativi necessari ad eseguire i lavori (nella specie, il permesso di costruire). Nel caso in oggetto, proprio a tale omissione è conseguito il diniego della pubblica amministrazione al rilascio degli opportuni provvedimenti, non avendo il progetto edilizio tenuto conto della vigente normativa antisismica.

Cass. Civ., sez. V-2, ordinanza n. 21148 del 17.09.2013: l’incapacità di donare può desumersi dall’invalidità lavorativa. La precedente certificazione d’invalidità lavorativa, seppur ai fini pensionistici, che accerta una grave patologia (arteriosclerosi cerebrale con turbe della memoria e del comportamento, e una vascolopatia cerebrale senile), legittima l’annullamento della donazione intervenuta a distanza di un anno. Rilevata l’incapacità naturale, che nella specie si poteva palesemente dedurre dal referto che aveva attestato un’invalidità al 100%, spetta a chi intenda provare l’efficacia dell’atto, dimostrare che questo sia stato compiuto in una fase di temporanea regressione della malattia.

Cass. Pen., sez. VI, sentenza n. 41362 del 7.10.2013: intercettazioni: l’ascolto dei files è diritto incomprimibile, anche nell’abbreviato. La difesa ha sempre il diritto di disporre del files audio delle intercettazioni del procedimento, anche qualora siano stati forniti i c.d. "brogliacci". E' quanto emerge dalla sentenza 7 ottobre 2013, n. 41362 della Sesta Sezione Penale della Corte di Cassazione. Il caso vedeva i giudici di merito subordinare la richiesta del rito abbreviato all'ascolto delle intercettazioni del procedimento e, al tempo stesso, imporre ai difensori di indicare i files dei quali intendevano richiedere copia in quanto, in caso contrario, l'ascolto delle comunicazioni avrebbe rallentato l'iter processuale, ponendosi in contrasto con la speditezza che caratterizza tale tipologia di rito. Secondo gli ermellini “l’accertata, illegittima, compressione dei diritto di difesa derivante dai rifiuto all’accesso alle registrazioni di conversazioni intercettate dà luogo ad una nullità di ordine generale a regime intermedio, ai sensi dell’art. 178, lett. c), c.p.p., in quanto determina un vizio nel procedimento di acquisizione della prova, che non inficia l’attività di ricerca della stessa ed il risultato probatorio, in sé considerati.

TAR Puglia sezione staccata di Lecce, sez. I, ordinanza n. 465 del 19.09.2013: esame forense: è illegittimo l’annullamento dell’elaborato per essere alcune parti estratte da un sito, se tali parti sono presenti all’interno di un codice commentato. E’ questo il principio con cui il TAR Lecce ha accolto l’istanza cautelare connessa al ricorso principale proposto avverso la mancata ammissione del ricorrente alle prove orali dell’esame di abilitazione alla professione forense. In particolare, al candidato era stato annullato da parte della Commissione l’elaborato di diritto penale poiché alcune parti risultavano estratte da un sito indicato nella motivazione dell’annullamento. Per il TAR Lecce, tuttavia, l’annullamento dell’elaborato appare illegittimo essendo, da un lato, tali parti presenti all’interno di un codice commentato la cui consultazione è stata ammessa dalla Commissione e, dal’altro, l’utilizzazione delle parti medesime inserita in un contesto più ampio che appare nel complesso frutto di un’autonoma valutazione.


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